Gli accessori fotografici non originali funzionano bene? Conviene risparmiare sugli accessori fotografici acquistando quelli di produttori terzi o è meglio affidarsi a quelli della casa madre?

Per quanto mi riguarda la risposta è: dipende. I componenti originali hanno indubbi vantaggi: sono costruiti secondo le specifiche ufficiali, il che minimizza i rischi di malfunzionamento o incompatibilità. Inoltre, l’assemblaggio e i materiali impiegati sono quasi sempre di qualità superiore.

Dall’altra parte, i materiali, la costruzione e anche i packaging impiegati dai produttori terzi sono di livello sempre più alto e, in molti casi, i benefici derivanti dal prezzo superano i compromessi in termini qualitativi.

Visto che ha poco senso continuare a parlare in astratto, vediamo tre accessori che da anni sto acquistando (quasi sempre) non originali.

Lo scatto remoto

Ho parlato dell’utilità dello scatto remoto nell’articolo Perché le FOTO vengono MOSSE (e COME EVITARLO).

Lo scatto remoto non è un accessorio che si usa in tutti i generi fotografici e in molte casi la sua funzione può essere ovviata utilizzando lo scatto temporizzato della fotocamera: personalmente però lo trovo un accessorio utile e ne ho sempre avuto uno nel mio corredo.

Quando si chiamava scatto flessibile ed era meccanico

Prima che le fotocamere diventassero elettroniche lo scatto remoto era meccanico: il suo costo era basso ma bisognava averne almeno uno di scorta perché si rompeva con una certa facilità. Quello scatto remoto meccanico oggi è utilizzabile solamente su alcune fotocamere digitali Fuji e Leica che hanno mantenuto la filettatura sul pulsante di scatto.

Scatto flessibile
Scatto flessibile

Già nelle fotocamere elettroniche a pellicola lo scatto remoto meccanico viene sostituito da una versione elettronica che si collega tramite un connettore sul corpo macchina.

Gli scatti remoti elettronici svolgono le stesse funzioni di quelli meccanici (permettono di scattare senza toccare direttamente il corpo macchina), ciò che è mutato è invece il prezzo: i nuovi “telecomandi” non sono economici e il collegamento con la fotocamera non è più universale quindi fotocamere diverse necessitano di scatti remoti differenti.

Scatto remoto per reflex Canon. All'interno del riquadro rosso il connettore proprietario.

Mi accorsi della variazione di prezzo quando ne comprai uno per la Canon Eos 300X (a pellicola) e sentii ancora di più il peso del “progresso tecnologico” quando arrivò il momento di acquistarne uno per la Canon Eos 5D (digitale). Lo scatto remoto originale Canon per la 5D, a metà anni Duemila, costava circa 100 euro.

Ma cosa fa, tecnicamente, lo scatto remoto?

Fondamentalmente “chiude un contatto elettrico” che fa scattare l’otturatore: possibile che uno strumento così semplice possa costare quelle cifre? Secondo me no… o per lo meno non è una spesa che trovo giustificata, per questo motivo, dopo lo scatto remoto per le Canon, ho acquistato sempre questi accessori non originali.

Nella maggior parte dei casi non ho avuto alcun tipo di problema e me la sono sempre cavata con una spesa di circa dieci euro.

Per onestà devo dire che uno solo degli scatti non originali che ho acquistato aveva la parte in plastica che rivestiva il connettore non perfettamente rifinita ed è servita una banale operazione di bricolage per fa sì che entrasse alla perfezione nell’alloggiamento.

Scatti remoti wireless e temporizzatori

Gli scatti remoti che utilizzo sono semplici telecomandi con un unico tasto che si collegano alla fotocamera con un cavo, ma esistono anche scatti senza filo (wireless) o telecomandi più complessi detti temporizzatori o intervallometri: in quei casi, prima dell’acquisto, consiglio di leggere le recensioni di altri utenti e controllare se in caso di cattivo funzionamento è possibile effettuare il reso senza problemi.

Intervallometro
Intervallometro

Ormai sono molti i produttori di scatti remoti di questo tipo quindi normalmente non si verificano intoppi, ma colleghi in passato mi hanno detto di aver riscontrato che la compatibilità fra alcuni intervallometri e il proprio corpo macchina non era totale.

Un comando wireless o un intervallometro costano di più rispetto al semplice scatto flessibile anche se sono di produttori terzi, ma il risparmio rispetto all’originale è comunque elevato.

Batterie

Se le vostre fotocamere consumano molta energia oppure se avete bisogno di portare diverse batterie cariche con voi, i costi per gli accumulatori originali vanno a incidere molto sul prezzo dell’attrezzatura: quattro o cinque batterie possono costare quanto un obiettivo fisso di qualità media.

Quando utilizzavo reflex digitali non mi sono mai particolarmente preoccupato delle batterie: con una riuscivo a sfiorare gli 800 scatti e la seconda mi serviva per lo più se fotografavo al freddo (visto che le basse temperature riducono drasticamente l’autonomia energetica) o in condizioni in cui la ricarica non era possibile.

Con le mirrorless le cose sono cambiate: la quantità di energia richiesta da queste fotocamere è decisamente maggiore e le batterie di scorta diventano una necessità.

Per ogni fotocamera possiedo dalle due alle quattro batterie di riserva e se aggiungiamo che quasi sempre ho avuto corpi macchina che impiegavano modelli di accumulatori differenti è facile intuire quanto l’aumento dei costi sia rapido.

Bbatteria Patona Premium con caricabatteria
Bbatteria Patona Premium con caricabatteria

Contenere le spese è importante, ma non per questo sono disposto a utilizzare qualunque tipo di batteria non originale. I modelli con cui mi sono trovato meglio sono le Patona Premium. Sottolineo PREMIUM perché Patona vende due serie di batterie non originali: le Premium, riconoscibili dalla colorazione verde e nera, e le standard, gialle e nere. Le standard evitatele… le Premium invece si comportano bene: la tenuta della carica e la resistenza a cicli successivi di ricarica è soddisfacente e il prezzo è davvero molto ridotto rispetto alle originali.

Acquisto sempre batterie non originali?

Da quando utilizzo Sony sono diventato particolarmente sensibile all’argomento batterie. Le vecchie batterie serie N utilizzate da tutta la serie 6 (a6600 esclusa) e dai modelli della serie 7 di prima e seconda generazione, hanno durata limitata: averne una buona scorta per me è fondamentale perciò ho comprato diverse Patona Premium.

Per le nuove batterie Sony (serie Z) il discorso è diverso: la loro durata è elevata tanto che ho una sola batteria di riserva che ho acquistato originale. Ho fatto questa scelta perché dovendone acquistare solamente una ho preferito evitare rischi di non compatibilità: in seguito a un aggiornamento del firmware delle nuove fotocamere (Sony) non tutte le batterie di produttori terzi vengono riconosciute.

Flash portatili da slitta (Speedlight)

I flash portatili sono accessori a cui non sono mai stato particolarmente interessato, ma visto che in certe situazioni non se ne può fare a meno ho cercato di averne sempre uno disponibile in caso di necessità.

Con questa premessa mi rendo conto di non essere la persona più adatta a parlare di flash portatili, ma discutendo con Enzo Alessandra, che ne fa un uso molto maggiore del mio, ho avuto conferma che anche lui concorda su quanto sto per scrivere.

Il flash portatile è uno di quelli accessori che fino a non molti anni fa andava comprato originale. Esistevano (ed esistono ancora) produttori terzi che realizzano flash per i marchi di fotocamere più noti ma si tratta per lo più di flash che hanno prezzi simili agli originali, o comunque elevati. L’acquisto di un flash esterno non era una scelta da fare troppo alla leggera, soprattutto per chi come me lo teneva per la maggior parte del tempo nello zaino senza usarlo.

I flash originali sono ancora molto costosi, ma oggi si trovano delle alternative più che valide a cifre prossime a quelle di una batteria originale (!).

Video: Flash Speedlight, qualche consiglio sull’acquisto

Per Canon avevo uno speedlight originale comprato usato che ho regalato a un amico quando ho venduto il corredo; per Olympus decisi invece di acquistare un flash Yongnuo insieme a un trigger (dispositivo che si monta sulla slitta della fotocamera per pilotare il flash in wireless). La spesa di flash e trigger mi pare si aggirasse intorno ai cento euro: una cifra accettabile anche per me che l’ho usato forse per 200 lampi: rare occasioni in cui però non avrei potuto farne a meno. I primi flash Yongnuo non erano però specifici per tutti i modelli di fotocamere: per le micro4/3 Olympus e Panasonic avevo comprato un modello compatibile con Canon ma potevo usarlo solamente in manuale.

Sebbene Yongnuo abbia ampliato la gamma, se adesso dovessi comprare un altro flash non originale (e dovrò farlo) comprerei un Godox. Per il poco che ho seguito l’evoluzione dei due marchi mi è sembrato che Godox, fin da subito, abbia prestato più attenzione al mantenimento degli automatismi con i vari marchi e a creare un sistema di qualità più alta.

Detto ciò, persone che usano i flash portatili molto più assiduamente di me mi hanno detto di non aver riscontrato differenze degne di nota fra la resa dei flash originali e di quelli appena citati.

Quindi, a meno che non siate a conoscenza di motivi concreti per preferire il flash della stessa marca della fotocamera (mantenimento degli automatismi o di funzioni particolari?), il livello raggiunto dai modelli non originali attuali è tale da permettere di risparmiare senza particolari compromessi.

Immagine di copertina: Jeff Hopper (unsplash.com)