Le critiche, in particolare quelle negative (purché costruttive), sono state alcune delle occasioni più importanti per la mia crescita come fotografo.

La lettura di un portfolio e, più in generale, i commenti da parte di coloro che hanno più esperienza di noi sono occasioni che non vanno sprecate.

Ecco tre consigli su come sfruttarle al meglio.

1. Selezionare le immagini

Quando presentiamo una serie di immagini non bisogna eccedere nella quantità: la selezione è un primo passo importante.

Da una parte, fare una cernita serve per ragionare in modo critico sulla qualità delle singole immagini e su quale sia la loro combinazione più efficace; dall’altra, chi le guarderà difficilmente vorrà visionare una mole enorme di scatti.

Per dare qualche numero, un buon compromesso può essere presentare fra le 4 e le 10 immagini.

2. Coerenza

Quando si chiede un parere si tende a presentare immagini che siano coerenti fra loro.

Questo perché da una parte saranno (probabilmente) frutto di un progetto o di uno studio che abbiamo portato avanti, dall’altra perché chi le osserverà sarà facilitato nella valutazione, soprattutto se si tratta di una persona che vediamo per la prima volta e non conosce il nostro modo di fotografare.

3. Le critiche

Questo punto è forse il più importante perché chiude una fase e prepara la successiva, ma è fondamentale ascoltare e saper accettare le critiche. E accettare le critiche non è facile… soprattutto se riguardano qualcosa che abbiamo creato con impegno e che reputiamo ben fatto.

Ci sono passato… più di una volta. Ho visto progetti, sui quali avevo speso tempo e fatica, e che reputavo validi, risultare poco convincenti al vaglio degli addetti ai lavori. Ricordo chiaramente che la prima reazione che ebbi: rifiuto. Pensavo che certe osservazioni fossero ridicole, frutto di un giudizio superficiale… Lo so, ero scioccamente presuntuoso…

Per fortuna, con il passare del tempo, tornai a ragionare su ciò che mi era stato detto, capii quanto certe parole fossero azzeccate e fu allora che iniziai a lavorare sui miei errori.

Effetto Dunning-Kruger

Forse vi sarà capitato di sentire parlare dell’effetto Dunning-Kruger; su Wikipedia viene enunciato così:

L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi esperti a torto, mentre al contrario persone davvero competenti hanno la tendenza a sottostimare la propria reale competenza. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.

Effetto Dunning-Kruger
Effetto Dunning-Kruger (fonte Wikimedia)

Quando siamo alle prime armi, paradossalmente, ci sembra di conoscere già tutto. Critichiamo le scelte di persone che ne sanno ben più quando non siamo ancora in possesso degli strumenti per capire le motivazioni di tali scelte.

A mano a mano che facciamo esperienza, che allarghiamo i nostri orizzonti, ci rendiamo conto di quanto sia immenso ciò che dobbiamo apprendere ed è proprio in quel momento che si è pronti per migliorare.

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