Vi siete mai chiesti se serve davvero imparare a fotografare in manuale? O magari qualcuno vi ha fatto questa domanda? A me è capitato più volte quindi voglio dedicare l’articolo di oggi a questo argomento.

Innanzitutto diciamo che è una domanda lecita: siamo nel 2020 e i software di fotocamere e cellulari sono sempre più avanzati e in molti casi permettono di scattare fotografie corrette senza particolari sforzi. Ma allora, perché impiegare del tempo per imparare a utilizzare la fotocamera in manuale?

Facciamo un breve riepilogo delle quattro modalità di scatto principali e poi ne parliamo.

PASM: le 4 principali modalità di scatto

PASM sta per Program, Aperture, Shutter (Speed), Manual che in italiano si traducono con program (invariato), priorità di diaframmi, priorità di tempi e manuale.

Program

Quando la fotocamera è impostata su program il compito di chi scatta è quello di decidere l’inquadratura e poco più: la macchina fotografica decide autonomamente tutti (o quasi) i parametri di scatto. Le moderne fotocamere sono in grado di valutare una quantità enorme di situazioni grazie ai modelli di scena caricati al loro interno e ad algoritmi sempre più raffinati: questa modalità, completamente automatica, è sempre più affidabile.

Ma allora perché non scattare sempre in program? Ci arriviamo tra poco.

Priorità di diaframma e priorità di tempi

Queste modalità sono anche dette semi-automatiche: a differenza del program lasciano che sia il fotografo a scegliere il parametro a cui dare la priorità nella scelta dell’esposizione. Se il selettore delle modalità è impostato su A, sarete voi a scegliere il diaframma e la fotocamera imposterà il tempo di scatto; se impostato su S, voi scegliete il tempo e la fotocamera il diaframma.

Queste due modalità, in particolare quella a priorità di diaframmi, si trovano già nelle prime reflex a pellicola dotate di elettronica. Sono modalità che velocizzano e semplificano lo scatto, lasciando comunque al fotografo una parziale autonomia.

Ghiera delle modalità di scatto impostata su manuale
Ghiera delle modalità di scatto impostata su manuale

Manuale

Siamo arrivati finalmente alla modalità manuale (M), quella che lascia al fotografo il completo controllo dei parametri di scatto.

Questa modalità è importante per almeno due motivi:

1) gli automatismi sono d’aiuto: anche la modalità program, etichettata spesso come “da principianti”, è utilizzabile in certe situazioni, l’impostazione manuale è l’unica che permette di capire a fondo come regolare l’esposizione. Questo è il motivo per cui nella maggior parte dei corsi di fotografia viene consigliato di utilizzare una macchina fotografica che abbia anche la modalità manuale: la più adatta per imparare a utilizzare la fotocamera e a capirne il funzionamento in maniera approfondita. Non c’è nulla di male nell’utilizzare gli automatismi: la priorità di diaframma è da sempre una delle modalità che trovo più comode, però penso che chi vuole migliorare la propria tecnica fotografica debba saper utilizzare la fotocamera anche in manuale.

2) Può succedere che gli algoritmi delle fotocamere sbaglino nel decidere i parametri di scatto: per quanto siano sempre più efficienti, la valutazione di scene complesse può trarli in inganno. Ma oltre a questo, non bisogna perdere di vista la cosa più importante: tutti gli automatismi prendono decisioni basandosi su modelli standard, ma non possono immaginare quale interpretazione vogliamo dare noi alla scena. Pensiamo per esempio a un ritratto in controluce: vogliamo che della figura si veda solamente la silhouette oppure che sia leggibile? Un automatismo non può gestire queste scelte perché non sa ciò che vogliamo comunicare. In base a come è stata programmata, la fotocamera prenderà la decisione che reputa “corretta”, ma nell’esempio appena indicato non c’è una scelta corretta, semplicemente ci sono scelte differenti. Solamente chi fotografa può decidere quali siano le impostazioni più adatte per comunicare il proprio messaggio: la modalità manuale rimane perciò la più indicata per capire cosa accade modificando i singoli parametri di scatto in modo indipendente.