Pochi giorni fa leggevo un’intervista a Keiji Oishi, manager di Nikon, su DPreview. Parlando della nuova Nikon D780, reflex “ibrida” presentata a gennaio 2020, Oishi ha detto:

The D750 is a very good camera, and its sales are good because of its well-balanced specifications and its price point. But some customers were starting to consider replacing [their D750] because their camera body is five years old.

Traduco: “la [Nikon] D750 è un’ottima fotocamera, e vende bene per via del buon rapporto fra caratteristiche e prezzo. Però alcuni clienti stanno pensando di rimpiazzarla perché ha cinque anni”.

Questo è uno (non è l’unico) dei motivi che hanno contribuito al rilascio della nuova D780.

Le parole del manager Nikon mi hanno fatto venire in mente due domande ricorrenti, che per certi versi hanno una risposta simile:

  1. mi conviene fare l’upgrade del mio corpo macchina?
  2. Un buon corpo macchina di qualche anno fa è ancora valido?

Alla prima domanda ho risposto, insieme a Enzo Alessandra, nella puntata del Podcast Quando fare l’upgrade della propria fotocamera (la trovate anche in questo sito nella sezione Podcast).

Alla seconda provo a rispondere in questo articolo.

Che cosa vuol dire che una fotocamera è “vecchia”

Ho usato per molti anni una Canon 5D (2006) che ho rivenduto nel 2014 senza problemi. Eppure, quando l’ho rivenduta era già uscita la 5D mk III. Nonostante questo, c’erano ancora acquirenti interessati al vecchio modello.

Questo per dire che se il vostro interesse principale è l’uso fotografico,anche un corpo macchina non recentissimo, magari di buon livello, vi darà probabilmente soddisfazione e lo pagherete quanto un modello più recente ma di fascia inferiore. È chiaro che i nuovi modelli hanno qualcosa in più che li rende allettanti, ma ricordate che ormai tutti i produttori sfornano continuamente prodotti aggiornati: la rincorsa all’ultimo modello è una battaglia persa in partenza e nemmeno così utile.

Nikon D750
Nikon D750

La continua uscita di nuovi prodotti fa sì che un modello che ha tre, quattro o cinque anni, come la Nikon D750 citata all’inizio, venga percepito come vecchio quando invece è ancora più che adeguato. Ormai non c’è più il divario che c’era fra le primissime digitali – quando la tecnologia dei sensori e le funzionalità elettroniche in generale erano agli inizi – e i modelli successivi. Se non si è particolarmente interessati al comparto video, che sta ancora vivendo una fase di forte aggiornamento, comprare un modello di una o due generazioni più vecchio può essere una scelta conveniente.

A ben vedere spesso i modelli aggiornati hanno qualche miglioramento, spesso minimo, in termini di autofocus e resistenza agli alti ISO, ma nella pratica raramente sono differenze percepibili, nell’uso più comune.

Le parole di Oishi, per quanto le esternazioni ufficiali di un grande brand vadano sempre pesate, mostrano comunque una certa onestà e lucidità e mettono chiaramente in evidenza l’invecchiamento programmato dei prodotti e l’insistenza sulla richiesta dell’ultimo modello anche quando le caratteristiche aggiunte non sono magari così importanti da giustificare l’upgrade o l’acquisto.