Possiamo classificare gli obiettivi fotografici in base alla lunghezza focale (grandangolari, normali, teleobiettivi), ai generi fotografici (ritratto, paesaggio, fotografia sportiva…), a caratteristiche speciali (macro, fisheye) ma all’interno di queste divisioni troviamo sia ottiche fisse sia zoom.

Cos’è un obiettivo zoom (in breve)

Sul barilotto degli obiettivi e sulla cornice della lente frontale vengono quasi sempre riportate le due caratteristiche principali che identificano un obiettivo: lunghezza focale e apertura massima del diaframma. Per esempio, dicitura “50 mm 1:1.8” indica un obiettivo dalla lunghezza focale di 50 mm e apertura massima f/1.8.

Nikkor 50 mm 1:1.8
Nikkor 50 mm 1:1.8

Su alcune ottiche si trova però un’indicazione diversa: per esempio “24-105 mm 1:4” oppure “100-400 mm 1:5-6.3”. Le ottiche che riportano queste indicazioni sono ottiche zoom, ovvero ottiche che azionando un meccanismo sul barilotto possono assumere tutte le lunghezze focali comprese tra quella minima a quella massima indicate. Nel caso del 24-105 mm saranno: 24 mm, 25 mm, 26 mm, […], 105 mm.

Canon 24-105 mm 1:4
Canon 24-105 mm 1:4

Ottiche fisse Vs zoom

Se gli obiettivi zoom presentassero solo vantaggi rispetto ai fissi tutti userebbero solamente zoom, vediamo perciò quali sono i pro e i contro.

Qualità d’immagine

Gli zoom hanno la stessa qualità d’immagine degli obiettivi fissi?

Prima di rispondere precisiamo che come ci sono obiettivi fissi di differenti fasce di prezzo e qualità, la stessa cosa vale per gli zoom quindi eventuali paragoni vanno fatti in ogni caso fra prodotti allineati.

Detto questo, la risposta secca è che gli obiettivi fissi hanno, nella maggior parte dei casi, una qualità superiore rispetto agli zoom e ciò non stupisce. Un’ottica fissa deve essere ottimizzata solo per una lunghezza focale, uno zoom è invece un insieme di compromessi: dovrà rendere al meglio a tutte le lunghezze focali e il risultato è che ad alcune restituirà risultati migliori ad altre peggiori.

Volendo però articolare meglio questa risposta c’è da dire che le ottiche zoom moderne hanno raggiunto un livello tale che, per lo meno per i prodotti di fascia alta, la differenza con i fissi può essere trascurabile, rilevabile ai fini dei test, ma non necessariamente rilevante nell’uso reale, per lo meno non per tutti gli utenti e gli utilizzi.

Luminosità massima (massima apertura del diaframma)

Gli zoom, anche quelli professionali, hanno luminosità massima f/2,8. Al momento ci sono solo 3 obiettivi che fanno eccezione e sono il Sigma 18-35 mm f/1.8 per APS-C, il Panasonic-Leica 10-25 mm f/1.7 per micro4/3 e il Canon 28-70 f/2 per il sistema mirrorless full frame.

Quindi, se abbiamo bisogno di un’ottica più luminosa di f/2,8 dobbiamo per forza scegliere un’ottica fissa (o una delle tre appena citate).

Panasonic-Leica 10-25 mm f/1.7
Panasonic-Leica 10-25 mm f/1.7

Luminosità massima non costante

Alcuni zoom riportano due valori per indicare l’apertura massima del diaframma: nell’esempio iniziale nominavo il 100-400 mm f/5-6.3. I due diaframmi sono relativi all’apertura massima alla lunghezza focale più corta (in questo caso 100 mm) e a quella più lunga (400 mm): a mano a mano che le focali crescono la luminosità diminuisce.

Sigma 100-400 mm 1:5-6.3
Sigma 100-400 mm 1:5-6.3

Un diaframma non costante si può trovare negli zoom economici, in quelli con un progetto complesso oppure quando si cerca di raggiungere un compromesso fra dimensioni, peso, portabilità e prezzo della lente.

Il diaframma non costante è una caratteristica che può rappresentare un problema più per i videomaker che per i fotografi.

Pesi e ingombri

Gli zoom, di norma, sono più pesanti e ingombranti dei singoli obiettivi “racchiusi” al loro interno, però non bisogna dimenticare il numero di focali che abbiamo a disposizione portando una sola lente.

Da quando uso fotocamere digitali, i miei corredi sono stati composti quasi esclusivamente da zoom di qualità (fatta eccezione per le ottiche macro) perché la comodità di coprire dal 16 mm al 200 mm o magari dal 16 mm al 400 mm con sole 3 ottiche è enorme. Se penso ai recenti zoom Tamron per le Sony full frame questo vantaggio, in termini di portabilità, è ancora più spinto. Tamron, con qualche compromesso sulle focali coperte, ha messo in vendita un 17-28 mm, un 28-75 mm e un 70-180 mm, tutti f/2.8 costante, dal prezzo e dagli ingombri invidiabili.

Zoom Tamron 17-28 mm, 28-75 mm, 70-180 mm f/2.8 per Sony FE
Zoom Tamron 17-28 mm, 28-75 mm, 70-180 mm f/2.8 per Sony FE

Situazioni in cui uno zoom è particolarmente utile

Riprese in ambienti difficili in cui cambiare l’obiettivo può recare danni al sensore o, semplicemente, far entrare polvere all’interno del corpo macchina. In questi casi uno zoom, magari dotato di guarnizioni, riduce la possibilità di inconvenienti pur non vincolando all’uso di una sola lunghezza focale.

In viaggio: esistono zoom che hanno un’escursione focale molto ampia (28-300 mm per esempio) che permettono, con una sola ottica, di coprire praticamente tutte le esigenze. Perdendo qualcosa in termini qualitativi si riduce il corredo di ottiche nella borsa a una sola lente.

Situazioni in cui barriere fisiche non permettono di spostarci per riprendere soggetti a distanze diverse oppure soggetti che si muovono in modo imprevedibile, allontanandosi e avvicinandosi (gare sportive, eventi in genere, naturalistica).

VIDEO: Meglio Zoom o Ottica Fissa (Enzo Alessandra)

Conclusioni

È vero che gli zoom non hanno (quasi mai) la stessa qualità degli obiettivi fissi equivalenti, ma è anche vero che spesso questa differenza non incide nell’utilizzo reale. Gli zoom nascono anche grazie a un insieme di compromessi, ma in molte situazioni si è disposti a sacrificare qualcosa su un fronte per guadagnare qualcosa su un altro. Nella mia esperienza ho usato molto spesso ottiche zoom, le trovo pratiche e non ho mai ricevuto lamentele sui risultati ottenuti.