L’esposizione in fotografia è fondamentale: lo abbiamo visto nell’articolo CAPIRE l’esposizione per FOTOGRAFARE anche IN MANUALE (se non lo avete letto vi consiglio di farlo prima di proseguire).

I tre parametri che regolano l’esposizione sono l’apertura del diaframma, il tempo di scatto e la sensibilità ISO. Tutte le fotocamere che non siano delle semplici punta e scatta offrono diverse modalità per combinare tra loro questi parametri e per farlo si basano sui valori rilavati dall’esposimetro.

Parlare di modalità di scatto o modalità d’esposizione è la stessa cosa.

Modalità completamente automatiche

L’elettronica ha preso sempre più piede e nei menu delle fotocamere sono comparse numerose modalità di scatto completamente automatiche (spesso identificate come “scene”) che lasciano poca o nessuna libertà di scelta a chi fotografa. Se volete imparare a utilizzare consapevolmente la vostra macchina fotografica fate finta che queste modalità non esistano.

Modalita scena Nikon D7200
Modalita scena Nikon D7200 (Ritratto, Paesaggio, Bambini, Sport, Macro…)

Modalità semi-automatiche e manuale

PASM

Le quattro modalità di scatto (o d’esposizione) di cui parlerò in questo articolo sono presenti in tutte le fotocamere a ottiche intercambiabili (reflex o mirroless) e nelle compatte evolute e sono le modalità che permettono di sfruttare al massimo la fotocamera.

I diversi produttori non usano sempre la stessa notazione per indicare queste modalità di scatto: sulla ghiera (o nel menu) di selezione a volte si trova l’acronimo inglese PASM, altre PAvTvM, altre ancora un mix dei due. In ogni caso, vediamo prima a cosa corrispondono queste sigle e poi esaminiamole nel dettaglio.

Ghiera di selezione delle modalità di scatto: Canon5D mkIV (a sx), Sony a6600 (a dx)
Ghiera di selezione delle modalità di scatto: Canon5D mkIV (a sx), Sony a6600 (a dx)

P=PROGRAM (programmata)

A/Av indicano lo scatto a priorità di diaframmi. A=Aperture=diaframma (apertura); Av=Aperture value= valore del diaframma.

S/T/Tv modalità a priorità di tempo. S=Shutter/Speed (otturatore/velocità); T=Time=tempo; Tv=Time value=tempo di scatto.

M=MANUAL (manuale)

PROGRAM

È la modalità che più si avvicina al completo automatismo. Solitamente indicata con una P di colore verde, è quella che rende la macchina fotografica molto simile a una punta e scatta o a uno smartphone. Rispetto al completo automatismo permette qualche minima regolazione (che può variare da produttore a produttore). Questa modalità in generale non piace a coloro che prendono seriamente la fotografia, ma può essere utile quando non si ha il tempo di impostare i parametri per catturare situazioni inaspettate (reportage/viaggio) o se chiediamo a qualcuno che non sa usare la fotocamera di scattarci una foto.

La considero una modalità di emergenza e, se volete imparare a usare bene la vostra macchina, consiglio anche a voi di non utilizzarla fino a che non avrete imparato a padroneggiare le altre.

VIDEO: Enzo Alessandra – Come Impostare la Fotocamera | Modalità di Scatto

PRIORITÀ DI DIAFRAMMI

Come si può intuire dal nome, una volta deciso il diaframma da utilizzare sarà la fotocamera a impostare il tempo di scatto in base alle informazioni sulle condizioni di luce fornite dall’esposimetro. Nell’articolo sull’esposizione abbiamo visto che il diaframma regola la profondità di campo e consente tempi di scatto più o meno rapidi a seconda della sua apertura. Nell’articolo su come evitare foto mosse ho evidenziato invece quali altre implicazioni comporta utilizzare diaframmi più o meno aperti.

Se dovessi fare una statistica delle modalità di scatto, la priorità di diaframmi è sicuramente quella con cui ho realizzato più immagini, seguita immediatamente dalla modalità manuale per le fotografie in studio.

PRIORITÀ DI TEMPI

I generi fotografici che pratico non mi portano a utilizzare questa modalità d’esposizione. La priorità di tempi è utile quando si vuole creare volontariamente una situazione di mosso, magari per realizzare un panning, oppure si vuole congelare il movimento di un soggetto, soprattutto in fotografia naturalistica o sportiva. Devo dire però che anche chi pratica abitualmente generi fotografici d’azione spesso ricorre ad altri settaggi, come la modalità di scatto manuale con l’impostazione ISO automatici (ne parliamo più avanti), piuttosto che alla priorità di tempi.

In alcune fotocamere è presente una funzionalità molto interessante che permette di vincolare i tempi di scatto anche quando sono impostate modalità di scatto differenti dalla priorità di tempi. Per esempio, con la fotocamera impostata su priorità di diaframmi e con ISO su automatici, consente di vincolare i parametri di scatto in modo che la velocità dell’otturatore non scenda (per quanto possibile) sotto un certo tempo di sicurezza. Uso questa funzionalità per fotografare durante le cerimonie, quando tenere sott’occhio tutte le impostazioni risulterebbe impegnativo e il rischio di ottenere foto mosse per i tempi di scatto eccessivamente lenti è una costante.

Esempio di panning
Esempio di panning (credit: Matthias Meyer – unsplash.com)

MANUALE

In modalità manuale avete il pieno controllo dello scatto fotografico: siete voi a dover impostare tutti i parametri. Quando la fotocamera è impostata in questa modalità l’esposimetro vi fornisce sì le misurazioni rilevate, ma non va ad agire sulla regolazione di tempi o diaframmi (può variare solo gli ISO se impostati su automatici). Questa modalità è utile per realizzare una serie di scatti con la stessa esposizione: per esempio quando si scattano più fotogrammi da unire per formare uno scatto panoramico, oppure quando si fotografa in studio con luci controllate o in situazioni di illuminazione difficile che può ingannare gli automatismi della fotocamera.

Inoltre, è la modalità che più delle altre ha una funzionalità didattica: padroneggiare l’esposizione manuale significa aver imparato cosa vuol dire esporre nelle diverse situazioni e con soggetti differenti. Non è un caso che in molti corsi di fotografia si consigli l’uso di una fotocamera che abbia anche la modalità manuale.

Ora che abbiamo visto le quattro modalità di scatto principali voglio menzionare due funzionalità a esse correlate: la compensazione dell’esposizione e gli ISO automatici.

Compensazione dell’esposizione

Molte fotocamere di fascia medio-alta hanno una ghiera su cui sono riportati una serie di numeri positivi e negativi: solitamente la sequenza parte da -3 e arriva a +3 passando dallo zero. Le fotocamere che non hanno tale ghiera fisica permettono comunque di compensare l’esposizione dal menu.

Ghiera per la compensazione dell'esposizione
Ghiera per la compensazione dell’esposizione

La compensazione dell’esposizione serve a variare l’esposizione rilevata dall’esposimetro e fornita alla fotocamera per calcolare le coppie tempo/diaframma da utilizzare per uno scatto. Per esempio, nel caso in cui l’esposizione rilevata sia inferiore a quella che vogliamo utilizzare possiamo spostare la compensazione dell’esposizione verso valori positivi o, viceversa, verso valori negativi.

Perché compensare l’esposizione? Perché l’esposimetro può risultare ingannato da particolari condizioni di luce oppure perché la misurazione che fornisce non è in linea con l’idea di esposizione che vogliamo realizzare. Questo comando, quando presente, era particolarmente utile nelle fotocamere di fascia non professionale che avevano la modalità di scatto a priorità di diaframmi ma non quella manuale.

ISO AUTOMATICI

Quasi tutte le moderne digitali hanno questa funzionalità. La modalità ISO AUTO rende la sensibilità ISO libera di variare invece di rimanere bloccata su un valore preventivamente settato dal fotografo. Gli ISO automatici hanno scopi differenti a seconda della modalità di scatto impostata: in manuale, servono ad adattarsi a un cambio delle condizioni di ripresa per mantenere una costanza d’esposizione fra i vari scatti, visto che tempi e diaframmi non possono variare in automatico; nelle altre modalità, anche a seconda dei settaggi e degli algoritmi della fotocamera, diventano una variabile in più da poter impostare per raggiungere un’esposizione corretta ed evitare problematiche come il mosso.