Full frame compatte. Per essere più precisi, mirrorless full frame compatte a ottiche intercambiabili, anzi, mirrorless full frame compatte a ottiche intercambiabili entry level!

Ho dimenticato nulla? Sto correndo troppo?

Ok, facciamo il solito passo indietro e ricapitoliamo la situazione.

Quando era solamente Sony a realizzare mirrorless full frame

La tecnologia ormai avanza così velocemente che se ogni tanto non si fa il punto della situazione si perde non solo la memoria storica, ma anche quella a breve termine.

Fino a un paio di anni fa, mese più mese meno, l’unico produttore di mirrorless full frame era Sony. Sembra incredibile vero? Ma è così: una rapida ricerca su Google ve ne darà conferma.

Sony A7: primo modello mirrorless full frame dell'Azienda (2013)
Sony A7: primo modello mirrorless full frame dell’Azienda (2013)

Sony si trovava quindi già sul mercato in questo settore specifico con all’attivo un sistema fotografico completo e già abbastanza compatto. Sulla compattezza ritorneremo più avanti visto che è uno dei punti più importanti di questo articolo.

Dopo inciampi, tentennamenti e false partenze anche Canon e Nikon lanciano i propri modelli. Le prime Canon R (e anche le Nikon Z) si rivelano prodotti ancora acerbi, ma soprattutto incompleti a livello di sistema di lenti.

Canon R - Nikon Z6
Canon R – Nikon Z6

La mancanza di un sistema completo di ottiche è comprensibile, visto che parliamo di una nuova linea di prodotti, ma il problema che sta a monte è che le due case sono arrivate un po’ in ritardo in questo settore (anche se ora stanno cercando di recuperare in fretta).

Ma, mentre Canon e Nikon approdavano nel nuovo continente delle mirrorless full frame, Panasonic era ancora in fase di varo delle navi: chiudeva il 2018 con l’annuncio di nuovi, spettacolari modelli che, in effetti, sono arrivati nei primi mesi dell’anno successivo.

Ricordo, per chi non l’avesse presente, che le fotocamere della nuova serie Lumix S1 di Panasonic di compatto non avevano nulla.

Panasonic Lumix S1
Panasonic Lumix S1

Tutti i produttori hanno la propria mirrorless full frame: e adesso?

Siamo arrivati al punto in cui tutti produttori hanno portato (più o meno) a termine il passaggio al settore mirrorless full frame. Ognuno con la propria strategia: chi ha spinto da subito verso il settore professionale, chi – in modo più cauto – ha scommesso sugli amatori fedeli al brand.

In ogni caso, dopo aver realizzato i corpi macchina mirrorless full frame e iniziato a costituire un sistema di lenti, il mercato si trovava nuovamente in una posizione di stallo a livello di novità di prodotto. Come smuovere le acque quindi, magari senza investire troppo, ma presentando comunque un prodotto “nuovo” che desti interesse?

Puntare sulla compattezza! D’altronde, il percorso dei prodotti tecnologici è più o meno simile: si è passati dalle imponenti reflex, dove il “grande” è sempre stato sinonimo di professionale, alle piccole mirrorless viste all’inizio di cattivo occhio proprio per le loro dimensioni.

Ma poi, anche le mirrorless sono cresciute, quindi perché non cercare di rimpicciolirle nuovamente?

Nel farlo però è necessario introdurre alcuni elementi di novità e di interesse per il pubblico: se ne deve parlare. Come fare?

Beh, per prima cosa rimpiccioliamo il tutto ma mettiamo un sensore full frame! Seconda cosa, chiamiamole entry level!

La parte di riassunto e introduzione termina qui: entriamo finalmente nel vivo.

Full frame compatte: dov’è la novità e quali sono i vantaggi (se ci sono)

Fatta eccezione per Panasonic, che ha presentato una Lumix S5 non solo più piccola delle Lumix S1 ma anche rispetto ai corpi top di gamma micro4/3 (come la GH5), le altre case non si sono sforzate più di tanto.

A dire il vero, inserire un sensore full frame in un corpo più piccolo non era tutta questa grande novità… Sony aveva già delle compatte full frame a ottica fissa (RX1R) e Leica delle fotocamere full frame compatte a ottiche intercambiabili (M10).

Sony RX1R
Sony RX1R
Leica M10
Leica M10

Il secondo aspetto, l’essere entry level.

Entry level necessità di un minimo di chiarimento. Con entry level si intende il modello d’ingresso in uno specifico settore (entry level aps-c, entry level full frame…) ma, “magari erroneamente”, ci si aspetta che anche il prezzo sia “contenuto”.

Ma contenuto rispetto a cosa? Entry level ha una componente di relatività: se il prodotto non entry costa 3, un entry level che costa 2 ha un prezzo inferiore al prodotto di fascia più alta, ma tale spesa potrebbe comunque essere considerata eccessiva dall’utente che si aspetta un prezzo d’ingresso più accessibile.

Due strategie differenti con lo stesso nome

Per avvicinarci a una sorta di conclusione: quelle che abbiamo osservato finora sono due strategie differenti a cui è stato dato uno stesso nome.

Da una parte abbiamo una Canon RP e una Nikon Z5 (prezzo con ottica kit) che più o meno hanno contenuto sia le dimensioni sia i costi.

Dall’altra abbiamo una Sony A7C, dalle dimensioni leggermente ridotte, ma nulla di rivoluzionario, e una Lumix S5 dalle dimensioni effettivamente molto ridotte. Entrambi questi corpi macchina sono stati molto criticati dal grande pubblico per il prezzo di circa duemila euro. Io stesso, dopo aver visto il prezzo europeo della A7C sono rimasto male vedendo la sproporzione con quello non europeo.

Sony A7C
Sony A7C + 28-60 mm kit

Se osserviamo però la questione con la calma che segue l’euforia della novità si vede che il vero errore è stato considerare (e chiamare) queste due fotocamere entry level. Non solo, guardare alla loro compattezza come caratteristica principale è stato come guardare il dito e non vedere la luna.

La Sony A7C ha delle caratteristiche molto simili a quelle delle A7III e quindi anche il prezzo, aggiungiamoci pure il fattore novità, è rimasto allineato. La Lumix S5 invece ha delle specifiche importanti, soprattutto lato video: guardandola in quest’ottica il prezzo non è più così elevato.

La fotocamera è solo una parte del sistema

C’è veramente bisogno di sistemi full frame più compatti?

Se guardo alle nuove professioni e al progredire degli attuali settori della comunicazione servono sicuramente strumenti che garantiscano agilità, versatilità e compattezza. Fotocamere ibride che siano in grado di produrre contenuti sia fotografici sia video di qualità sono in effetti strumenti necessari.

Il collo di bottiglia arriva nel momento in cui andiamo a montare le ottiche: se queste fotocamere useranno le ottiche esistenti per le full frame, soprattutto quelle luminose o di fascia alta, la compattezza si perderà, inoltre corpi piccoli potrebbero risultare sbilanciati e poco pratici da gestire una volta montati gli obiettivi attuali.

Lumix S5 + 20-60 mm (kit)
Lumix S5 + 20-60 mm kit

Un trend che da un po’ di tempo ha preso piede, soprattutto da parte di produttori terzi, è la realizzazione di obiettivi fissi compatti, magari non eccessivamente luminosi, ma progettati per coprire il sensore pieno.

Una terza via è quella di dotare queste macchine di nuovi obiettivi compatti: i vari corpi sono stati già presentati insieme a un’ottica, acquistabile in kit, dalle dimensioni ridotte.

Abbiamo il 24-50/4-6.3 per la Nikon Z5, il 20-60/3.5-5.6 per la Panasonic Lumix S5 e un 28-60/4-5.6 per la Sony A7C.

Parliamo di zoom non molto luminosi ma poco ingombranti. Se abbiano una buona resa è presto per dirlo, i test al momento sono pochi.

Ma per quanto riguarda l’uso fotografico?

Per chi pratica fotografia e non è interessato alla creazione di contenuti video in modo costante non credo che i nuovi prodotti possano suscitare particolare interesse, soprattutto per chi cerca delle macchine entry level. In quel caso il mercato offre già delle soluzioni, più adatte ed economiche.

Faccio due soli esempi all’interno del sistema Sony: le vecchie full frame (tipo la A7II) per chi vuole una entry level, e la A7III, considerata “superficialmente” un modello entry, per chi desidera un corpo recente e performante senza intaccare la soglia del duemila euro.