Henri Cartier-Bresson è stato uno dei più grandi fotografi del XX secolo, universalmente noto per la sua capacità straordinaria di catturare il momento decisivo, l’attimo perfetto, quell’istante in cui viene raggiunto l’equilibrio tra tutti gli elementi presenti nella scena.

Questa sua grande capacità – secondo me – ha però forse oscurato un’altra caratteristica altrettanto sorprendente presente nei suoi scatti ovvero l’incredibile attenzione alla composizione e alla scena del suo complesso.

Ho osservato moltissime sue fotografie, le ho guardate più e più volte e, nonostante questo, resto sempre meravigliato dal suo lavoro e ancora oggi mi sorprendo quando scopro particolari che non avevo notato in precedenza.

Henri Cartier Bresson - Marseille, 1932
Henri Cartier Bresson – Marseille, 1932

Maestro della composizione

Quando si studiano le sue immagini concentrandosi sugli aspetti più tecnici, come la composizione, viene da pensare al grande fotografo come a una sorta di cyborg in grado di vedere, in tempo reale, griglie compositive, anche complesse, davanti ai suoi occhi. Praticamente tutte le sue immagini hanno una costruzione perfetta e come se ciò non bastasse c’è di più…

Henri Cartier Bresson - Henri Matisse, 1944
Henri Cartier Bresson – Henri Matisse, 1944

Non so se avete esperienza di reportage o di street photography: si tratta di generi che richiedono intuito, abilità e prontezza. Generi in cui non c’è tempo per pensare, in cui la tecnica deve essere acquisita, la conoscenza dei propri strumenti pressoché perfetta e bisogna rimanere concentrati e lucidi anche quando il tempo è proprio la risorsa che più viene a mancare.

Henri Cartier Bresson - Hyères, France, 1932
Henri Cartier Bresson – Hyères, France, 1932

In pochi attimi dobbiamo essere pronti per catturare un’azione inaspettata, avere la fotocamera impostata nel modo corretto, prevedere o comunque azzeccare la distanza di fuoco, cercare di comporre la migliore inquadratura possibile. Insomma, già riuscire a portare a casa uno scatto accettabile e dotato di senso è tutt’altro che facile.

Henri Cartier-Bresson, in queste situazioni frenetiche, non solo riusciva a realizzare scatti significativi e perfettamente composti, ma era anche capace di tenere sotto controllo tutto ciò che stava accadendo nella scena e di sfruttarlo al meglio.

Behind the Gare St. Lazare

Mi sono dilungato, ho voluto rallentare la lettura per avere la vostra massima attenzione sulla foto di cui sto per parlare perché quando venni a conoscenza di un “dettaglio” contenuto al suo interno la mia ammirazione per il Maestro divenne ancora maggiore.

La foto in questione è Behind the Gare St. Lazare scattata nel 1932.

Henri Cartier Bresson - Behind the Gare St. Lazare, 1932
Henri Cartier Bresson – Behind the Gare St. Lazare, 1932

Probabilmente già conoscerete questa immagine, ma la conoscete fino in fondo?

Henri Cartier-Bresson non solo riuscì a catturare il momento decisivo, l’uomo sospeso in aria e la sua immagine specchiata nella pozza con il piede sospeso un attimo prima che toccasse l’acqua e tutto si risolvesse in una marea di schizzi.

Già congelare questo istante per me è qualcosa che merita ammirazione, ma ora vi farò notare qualcosa che vi lascerà letteralmente a bocca aperta.

Guardate sul fondo dell’immagine, il manifesto sul quale è ritratta una ballerina – tra l’altro anche lei specchiata nell’acqua – in una posa che non può non ricordare il gesto dell’uomo in primo piano che sta cercando di scavalcare la pozza.

L’articolo di oggi finisce qui. Vi lascio godere la scoperta, non voglio in alcun modo disturbare questo momento che per me è stato una rivelazione incredibile.