Mi piace l’attrezzatura fotografica, mi piacciono le fotocamere e gli obiettivi: fare recensioni serve a capirne pregi e difetti, ma eseguire test non vuol dire fare fotografia. Allo stesso modo, non è necessario possedere una fotocamera full frame e ottiche professionali per realizzare buone immagini.

Come si legano tra loro queste due affermazioni?

Apparentemente in nessun modo: sono frutto di chiacchierate fatte con Enzo a proposito del ruolo che la fotografia sembra aver occupato nella rete, per lo meno se ci si basa sui feedback del mondo social.

L’impressione è che ci sia molta confusione su cosa voglia dire scattare buone foto e anche riguardo alla figura, probabilmente troppo “idealizzata”, del fotografo professionista.

Cominciamo dal fondo.

Chi è il fotografo?

Dal un punto di vista professionale, è colui che pratica la fotografia in modo continuativo e ne trae un guadagno.

Lasciando però da parte il sottoinsieme dei fotografi di mestiere, di fatto sono fotografi tutto coloro che possiedono una fotocamera (e un obiettivo) e scattano fotografie.

Nella sua banalità, questa definizione dice molto sul mestiere di fotografo. Insisto per un attimo sull’uso della parola “mestiere” piuttosto che professionista perché il fotografo, a differenza per esempio dell’ingegnere, non ha un percorso obbligato da seguire per conseguire il titolo e non deve sostenere un esame di Stato per essere iscritto all’albo.

Per diventare fotografi non esiste un unico percorso: la formazione dovrebbe essere un elemento comune, avere una certa disposizione all’osservazione aiuta, ma sicuramente non è importante il tipo di attrezzatura che si usa.

Il mito romantico del fotografo professionista

Chi si avvicina al mondo della fotografia spesso pensa che il fotografo professionista non abbia problemi ad acquistare le migliori attrezzature che ci sono sul mercato, l’ultimo modello di fotocamera o l’ottica dalla luminosità impressionante. Non è così, siamo passati da illustri fotografi testimonial di questo o di quell’altro brand a star del web, fotografi e non, che illustrano le meraviglie dell’ultima novità, per lo più magnificandole per farci chiedere: ma come ho fatto fino a oggi senza? O peggio: come posso fare buone fotografie se non ho l’ultima fotocamera con rumore ISO inesistente e AF rivoluzionario?

La realtà è ben diversa: il fotografo professionista, come ho già detto, è colui che pratica l’attività in modo continuativo e ne trae guadagno, non colui che lavora per comprarsi l’attrezzatura. Provate a fare due conti: quanto dovrebbe guadagnare un fotografo affinché – oltre a coprire le spese, avere denaro per vivere, togliersi delle soddisfazioni che non consistono solo o necessariamente in attrezzatura fotografica – per permettersi continuamente di aggiornare o ampliare il proprio corredo?

Il mondo della fotografia, del resto, non è certo fatto solo di star; lo stesso Salgado, alla domanda se tutti i fotografi potessero diventare famosi come lui, rispondeva di no, perché per diventare Salgado servivano varie abilità, non solo fotografiche, ma puntualizzava anche che comunque i bravi fotografi sono tanti, anche se non hanno raggiunto la sua fama. Non tutti i professionisti che praticano il mestiere di fotografo raggiungono notorietà mondiale, ma questo non significa che non siano capaci nel loro lavoro. Certo, il fotografo famoso o seguito è appetibile per le aziende, ma essere sponsorizzati da un brand e avere sempre nuova attrezzatura non è la norma, anche se gli addetti al marketing sono molto bravi a far passare il messaggio contrario.

Lavorare come fotografi sicuramente porta ad acquistare attrezzatura professionale: se devo utilizzare degli strumenti per lavorare scelgo ciò che reputo affidabile e adatto a fornire un prodotto di qualità, ma fornire un prodotto di qualità non vuol dire comprare la full frame e l’ottica più costosa sul mercato. L’equazione attrezzatura costosa uguale foto migliori non è vera! Per questo ho parlato di attrezzatura adatta.

Certo, alcuni generi fotografici richiedono attrezzatura specifica, più costosa di altra, ma ci sono professionisti che usano fotocamere Micro4/3 e non per questo sono “meno professionisti” di coloro che usano full frame.

Chi è il fotografo professionista (secondo me)

Mi è stato chiesto più volte chi sia il fotografo professionista: per me è colui che, forte della sua preparazione, riesce a portare a casa la giornata nonostante gli imprevisti (nei limiti delle possibilità umane ovviamente).

È colui che conosce l’attrezzatura e sa valutare quella più adatta a un determinato impiego, ma soprattutto è colui che ha una solida formazione e ha maturato esperienza: per comprare una nuova fotocamera basta avere denaro, mentre per acquisire e sviluppare le proprie competenze servono tempo e impegno. Il percorso è più lungo ma ha un valore superiore a quello che potrà mai avere l’attrezzatura, per quanto buona sia.

Il mio corredo professionale

Il mio corredo professionale attuale è composto da due corpi macchina, uno principale e uno di riserva, e tre ottiche. Poi ho anche altra attrezzatura ma per i generi che pratico attualmente per guadagnare non ho bisogno di altro. Lavoro e passione possono coincidere, ma ciò non significa che gli strumenti che uso per lavorare siano gli stessi che mi piace utilizzare per scattare quando non sto lavorando.

Ci sono molti fotografi che per lavoro utilizzano una sola ottica. Non lo sto dicendo tanto per dire: magari hanno un corredo più vasto che usano nel tempo libero, ma per lavorare uno zoom può essere loro sufficiente nella maggior parte delle situazioni.

A volte viene dato per scontato che il fotografo professionista conosca tutta l’attrezzatura presente sul mercato, ma non è così. Certo, avendo contatti con altre persone che lavorano nel settore, o con aziende, o anche per semplice curiosità, è probabile che abbia provato fotocamere e obiettivi in numero maggiore rispetto a chi fa altro nella vita, ma fare i fotografi o fare fotografie non vuol dire essere esperti di tutta l’attrezzatura esistente.

Molti fotografi si innervosiscono quando davanti a una loro immagine la prima domanda che ricevono è: con quale fotocamera è stata scattata? È come se la loro foto non fosse frutto di sensibilità e bravura ma dipendesse dal mezzo!

“Se usi una Micro4/3 non sei un professionista”

Pochi giorni fa ho letto un commento che mi ha spiazzato. La prima parte del commento riguardava il fatto che chi usa le fotocamere Micro4/3 non è un professionista. La seconda parte invece indicava come unico motivo della scelta del Micro4/3 il risparmio e proseguiva affermando che se un professionista non ha abbastanza soldi da spendere in attrezzatura è meglio che torni a scattare foto per hobby.

Come ho già scritto: il fotografo professionista non ha come scopo principale spendere in attrezzatura. Se può acquistare un sistema che gli garantisce una serie di vantaggi ma non pregiudica la qualità del suo lavoro, perché non dovrebbe farlo? Perché le sue capacità dovrebbero essere messe in discussione basandosi solo sul mezzo scelto? Tra l’altro, sarei curioso di sapere cosa accadrebbe se coloro che la pensano in questo modo si trovassero davanti un’immagine straordinaria e solo dopo scoprissero che è stata ripresa con una fotocamera Micro4/3.

Lo ripeto ancora: non è l’attrezzatura a fare la buona fotografia. Può essere d’aiuto, ma è sempre il fotografo, amatore o professionista che sia, a realizzare lo scatto.

La ricerca della qualità fine a se stessa

Quando l’attrezzatura diventa essa stessa l’oggetto del massimo interesse, quando parlare di fotocamere e obiettivi è l’argomento centrale di ogni discussione, secondo me non si sta più parlando di fotografia. Lo strumento è un mezzo per raggiungere uno scopo, non lo scopo stesso.

Andare ad analizzare pixel per pixel la presenza di rumore o di dettaglio diventa una ricerca della qualità dell’immagine in quanto tale, non della fotografia: si perde la visione d’insieme, la storia che racconta l’immagine o comunque il suo impatto.

Guardando le foto dei grandi maestri della fotografia, immagini in cui la grana della pellicola è presente, scatti anche non perfettamente nitidi ma carichi di una forza incredibile, con una composizione perfetta, così magnetici da non farvi distogliere lo sguardo: vi viene in mente di pensare in prima battuta quale fotocamera hanno usato? Ha qualche importanza quell’informazione?

Per fare buone fotografie è necessario conoscere la tecnica e l’attrezzatura, ma si tratta solo di una parte del percorso. Dietro una buona foto ci sono anche comunicazione, estetica, narrazione… Imparare a gestire la tecnica e il linguaggio è molto più importante che sapere se il 50 mm Sigma è più nitido di quello Nikon!