Canon ha finalmente svelato due nuove fotocamere mirrorless della serie R degne di nota: le Canon R5 e R6. I due modelli presentano alcune caratteristiche al momento uniche: 8 stop di stabilizzazione (R5 e R6) e registrazione interna di video in 8K (solo R5).

Dopo anni non particolarmente brillanti sotto il profilo dell’innovazione, Canon torna a detenere più di un primato nel settore mirrorless full frame.

Canon EOS R5
Canon EOS R5
Canon EOS R6
Canon EOS R6

Fotocamere sempre più orientate al video

Da fotografo, non posso fare a meno di notare che la funzione su cui si è concentrata maggiormente l’attenzione del pubblico è stata la capacità di registrare video in altissima qualità. È vero che, in generale, gli aggiornamenti delle ultime fotocamere hanno riguardato principalmente il comparto video (come è accaduto per la Fujifilm X-T4), ma la R5 di Canon si è spinta oltre, ha alzato il livello.

Una conseguenza di questo trend è che le fotocamere si sono allontanate sempre di più da quello che era il loro scopo originale (catturare singoli fotogrammi): hanno mantenuto il form factor ma sono state arricchite di funzionalità sempre più sofisticate e specifiche per la registrazione di video in alta qualità.

Già le Sony A7S e la Panasonic GH5S andavano in questa direzione e la Panasonic S1H è stata la prima fotocamera ammessa da Netflix nella lista degli strumenti di ripresa video accettati per produrre contenuti per la piattaforma di streaming. La Panasonic S1H, a differenza delle A7S e della GH5S, ha mantenuto anche delle qualità fotografiche di tutto rispetto, scelta perseguita anche da Canon con la R5. La Canon R5, infatti, monta un sensore da 45 MP racchiuso in un design più compatto rispetto a quello della S1H, design che però potrebbe costituire anche il suo tallone d’Achille dato che probabilmente la esporrà al surriscaldamento.

Sistema di raffreddamento della Panasonic S1H
Sistema di raffreddamento della Panasonic S1H

Overheating (surriscaldamento)

Il surriscaldamento, fino a non troppo tempo fa, affliggeva le fotocamere Sony, ma la casa giapponese è riuscita a risolvere il problema sui modelli più recenti. In ogni caso, l’attesa che si è creata intorno all’uscita imminente della Sony A7S III riguarda in particolare due aspetti: la massima risoluzione video e dopo quanto, eventualmente, si manifesterà l’overheating.

Per scongiurare l’eccessivo aumento della temperatura, la Panasonic S1H e la Blackmagic Pocket Cinema Camera 6K sono dotate di un sistema di raffreddamento. Come si comporterà sul campo la Canon 5R lo sapremo solamente nei prossimi giorni, anche se nelle specifiche si legge che il minutaggio massimo di registrazione continua è legato alle condizioni di temperatura ambientali.

Blackmagic Pocket Cinema Camera 6K - Sistema di raffreddamento
Blackmagic Pocket Cinema Camera 6K – Sistema di raffreddamento

Primato sulla stabilizzazione

Le fotocamere con i migliori sistemi di stabilizzazione sono da sempre le Micro4/3: i sensori più piccoli hanno anche i loro vantaggi. In particolare, il record era detenuto dalla Olympus OM-D E-M1X che, utilizzata in combinazione con ottiche stabilizzate, raggiungeva i 7,5 stop circa.

Le Canon R5 e R6 hanno superato questo primato arrivando a 8 stop ed entrambe montano un sensore full frame. Come nel caso di Olympus, anche gli 8 stop di Canon sono raggiunti combinando la stabilizzazione sul sensore e quella delle ottiche proprietarie stabilizzate. Al momento, le informazioni sulle caratteristiche delle nuove fotocamere provengono dalle schede tecniche: per vedere come si comporteranno realmente dovremo aspettare i primi test su strada.

Canon EOS R, R5, R6 - Stabilizzazione a confronto
Canon EOS R, R5, R6 – Stabilizzazione a confronto

Le Canon R5 e R6 fanno anche le foto?

Nella prima parte dell’articolo mi sono limitato a considerazioni sugli aspetti video e sulla stabilizzazione, diamo ora uno sguardo al design e al comparto fotografico.

Aspetto

Le Canon R5 e R6 presentano alcune differenze estetiche che saltano subito all’occhio: la R6, nella parte superiore, ha la classica ghiera per la selezione delle modalità di scatto, nella R5 al suo posto troviamo un display.

Canon EOS R5 vista dall'alto
Canon EOS R5 vista dall’alto
Canon EOS R6 vista dall'alto
Canon EOS R6 vista dall’alto

Dimensioni e peso sono simili e in entrambe è stato reintrodotto il joystick posteriore al posto della touch bar, poco apprezzata dal pubblico. Sia la R5 sia la R6 hanno schermi completamente articolati (dai Sony, manchi solo tu all’appello 😉 ), ma il display LCD e il mirino elettronico della R5 sono di classe superiore.

Canon R6: joystick in evidenza
Canon R6: joystick in evidenza

Sotto la scocca

Il sensore è ciò che distingue le due fotocamere: la R5 ne monta uno da 45 MP, mentre la R6 uno da 20. Le conseguenze di questa scelta non sono del tutto scontate: se da una parte è normale aspettarsi che la R6 abbia minor rumore digitale e file più facili da gestire in fase di elaborazione e archiviazione, dall’altra resta invariata la quantità di fotogrammi al secondo che le due macchine riescono a scattare. Un sensore con quasi il doppio dei MP normalmente sarebbe penalizzato invece entrambe le mirrorless raggiungo i 12 fps utilizzando l’otturatore meccanico e i 20 con quello elettronico: Canon ha fatto veramente un buon lavoro!

A quali fotografi sono adatte queste fotocamere

Qui arriviamo alle dolenti note… una risposta semplice potrebbe essere che la R5, con i suoi 45 MP, è pensata per i paesaggisti o per coloro che lavorano in studio, mentre la R6 è più adatta al fotografo di cerimonia. Purtroppo questa è solo una parte della storia perché non abbiamo ancora parlato di prezzo.

I prezzi di entrambe le fotocamere sono in linea con le caratteristiche che offrono, ma la R5 in particolare non è solo una fotocamera con un sensore ricco di megapixel, è capace di generare anche file video di qualità in 8K. I quasi 5.000 € per il solo corpo non sono spropositati per il videomaker che vuole uno strumento agile, maneggevole e molto performante, ma non sono una spesa giustificabile per il fotografo che al massimo produce ogni tanto qualche video per il web. In quel caso, una fotocamera come una Sony A7R III sarebbe più adatta alle sue esigenze.

La R6, con il suo sensore da 20 MP e una gestione del rumore probabilmente molto buona, sembra collocarsi sotto la media se guardiamo alla sola risoluzione. È vero che la Canon 1DX III aveva gli stessi 20 MP, ma la R6, a mio parere, viene percepita come una fotocamera diversa dalla reflex top di gamma. Certo, se penso alle ottiche che Canon ha annunciato insieme alle nuove mirrorless, la necessità di contenere il rumore ad alti ISO diventa fondamentale visto che i nuovi 600 e 800 mm, compatti e leggeri, hanno apertura massima f/11.

Canon RF 800 mm f/11 IS STM
Canon RF 800 mm f/11 IS STM

Conclusioni

Per riallacciarmi al tema iniziale: sebbene siano anni che troviamo sul mercato fotocamere ibride, con caratteristiche foto/video di alto livello, la percezione che ho avuto finora è che quando acquistavamo una fotocamera, fatta eccezione per modelli specifici come le GH5 o le A7S, le funzionalità video erano più che altro un “bonus”. Con la Canon R5 questo discorso viene meno: un fotografo che non è interessato al video o produce al massimo qualche contenuto per il web ma ha bisogno di una fotocamera con molti MP si troverà a pagare un concentrato di tecnologia che non sfrutterà.

Se in futuro non usciranno modelli con caratteristiche più specifiche, Canon potrebbe perdere una fetta di utenti che sono orientati principalmente alla fotografia e, se i problemi di surriscaldamento saranno molto limitanti, non si accaparrerà quei videomaker per i quali il tempo di ripresa è un fattore importante.

La Canon R6 invece è adatta a un pubblico più vasto, sia di fotografi sia di videomaker, anche se a livello di marketing, una full frame non così specialistica che non supera i 20 MP parte forse un po’ svantaggiata, per lo meno da un punto di vista promozionale.

La Fujifilm X-T4, per esempio, pur non essendo una full frame è più equilibrata della R5 e della R6: si tratta di una fotocamera differente, ma potenzialmente può mettere d’accordo un pubblico più vasto.

Per soddisfare specifici target (e differenziare le vendite) Sony ha suddiviso fin da subito la sua serie A7 in tre linee: S (dedicata al video), R (per chi ha bisogni di molta risoluzione) e A7 “normale” per tutti gli altri utilizzi, video non specialistici compresi. Magari, con le prossime uscite, anche Canon aggiusterà il tiro: d’altra parte le EOS R5 e R6 sono i veri punti di partenza del nuovo sistema mirrorless che sostituirà quello reflex.